Datura Stramonium (conosciuta anche come “erba del diavolo”) è il nome di una delle 6 sostanze individuate e aggiunte dall’Istituto Superiore di Sanità nella seconda edizione del volume “Smart Drugs” del 2010.

Attualmente sono 6 i casi accertati di intossicazione acuta con sindrome anticolinergica grave correlati all’assunzione di stramonio. Questi sono stati registrati a San Benedetto del Tronto, Gemona del Friuli e Tolmezzo.

I principi attivi di questa sostanza sono alcaloidi tropanici, prevalentemente scopolamina, iosciamina e stropina. Gli effetti di un’assunzione incontrollata di Datura Stramonium possono essere gravi, soprattutto se l’assunzione di questa pianta è combinata con alcolici o psicofarmaci. Dalle allucinazioni si può passare ai deliri, alle convulsioni, a disturbi gravi della vista, fino al coma per scarsa irrorazione di sangue al cervello e alla morte.

Effetti avversi derivanti dall’ingestione della pianta includono tachicardia, secchezza delle fauci, pupille dilatate, visione offuscata, allucinazioni, confusione, comportamento aggressivo, difficoltà a urinare. Sono stati documentati alcuni casi di intossicazione di scopolamina indotta dall’associazione della stessa con altre droghe d’abuso (es: eroina). Le manifestazioni di una overdose da tali droghe hanno incluso letargia, agitazione, allucinazioni, paranoia, tachicardia, ipertensione moderata, pelle secca, ritenzione urinaria.

Lo stramonio cresce nelle regioni sub-tropicali e nei climi temperati ed è diffuso in America, Asia ed Europa. In Italia si trova naturalizzata in tutte le regioni.

Le piante del genere Datura erano note in passato presso gli arabi, i greci, gli indiani e le popolazioni del centro America, ma servivano solo per preparare pozioni inebrianti e narcotiche, e non a scopi terapeutici. Nell’uso medico la pianta entrò solo verso la fine del 1700. I suoi semi erano utilizzati dai maghi per le proprietà narcotiche, per le visioni fantastiche che provocavano e per il presunto potere afrodisiaco.

Esso viene chiamato anche “erba delle streghe” perché nel Medioevo si pensava che le sue proprietà di provocare visioni allucinogene fossero utilizzate dalle streghe nelle pozioni durante i sabba (incontri di streghe). Attrae la curiosità di persone alla ricerca di emozioni simili a quelle dei funghi allucinogeni e tenta gli adepti delle sette religiose e sataniche. È pratica sempre più frequente, fra i giovani in cerca di forti sensazioni, fumare le foglie di stramonio o mangiarne i fiori o i semi per sperimentare gli effetti allucinogeni da essi provocati. Tale pratica è molto pericolosa e a volte le conseguenze negative rimangono per tutta la vita.

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