La Salvia Divinorum (magic mint) è una smart drug di provenienza messicana. Da molti secoli è conosciuta e utilizzata dagli sciamani delle popolazioni mazateche della regione di Oaxaca. I mazatechi ne conoscono le proprietà allucinogene e la utilizzano sia nelle iniziazioni sciamaniche, sia durante le cerimonie di guarigione…

Colui che viene iniziato alle pratiche sciamaniche deve seguire un percorso che lo avvicina alle divinità, dapprima attraverso il consumo della salvia, poi attraverso il consumo dei semi di Rivea Corymbosa, ed infine attraverso il consumo dei funghi allucinogeni. Gli indiani mazatechi attribuiscono alla Salvia Divinorum nomi che ricordano il suo legame con la Vergine Maria (Ska Maria Pastora, Hojas de Maria, Yerba Maria), della quale la pianta viene ritenuta essere l’incarnazione.

Tradizionalmnet in Messico vengono utilizzate le foglie fresche che vengono masticate in un luogo buio e silenzioso fino a quando si manifestano le visioni: allora lo sciamano guaritore è in grado di scoprire – mediante il contatto con il soprannaturale – le cause delle malattie, di predire il futuro, di rispondere a importanti questioni (scoprire i colpevoli di crimini o semplicemente ritrovare oggetti smarriti).

Venduta fino al 2005 (anno in cui fu inserita nella Tabella delle sostanze stupefacenti) negli Smart Shop, la Salvia Divinorum viene consumata in diversi modi: le foglie fresche possono essere masticate o utilizzate per preparare un tè; le foglie essiccate possono essere masticate o fumate. Alcuni studi propongono un’estrazione liquida del principio attivo per ottenere una tintura madre di grande potenza ed efficacia (in quest’ultimo caso la salvinorina A può essere vaporizzata ed inalata).

Gli effetti allucinogeni della Salvia Divinorum sono infatti da attribuire alla salvinorina A, il principale costituente della pianta. La farmacocinetica della salvinorina A è stata studiata nel ratto e nei primati. La sua attività farmacologica può essere paragonata a quella degli allucinogeni sintetici LSD. Gli effetti allucinogeni insorgono dopo circa 30 secondi dall’inalazione, raggiungono una fase di plateau in 5-10 minuti e scompaiono dopo 20-30 minuti. Le allucinazioni sono solitamente visive, uditive e tattili. In seguito all’assunzione di Salvia Divinorum sono state descritte visioni di superfici bidimensionali, percezione di ritorno a luoghi del passato (soprattutto dell’infanzia), sensazioni di movimento (di essere tirati o torti da una qualche forza sconosciuta), sensazioni di perdita del corpo o della propria identità, euforia immotivata e incontrollabile e vissuto di esperienze extracorporee (sensazione di trovarsi in più luoghi nello stesso istante).

Un bollettino informativo sulla pianta edito dal Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti elenca gli effetti avversi conseguenti all’uso prolungato di estratti della Salvia Divinorum. Tali effetti comprendono depressione, schizofrenia e flashback negativi (effetti simili a quelli riportati per l’LSD). Sono stati anche riportati fenomeni, soggettivi e non, quali nausea, incoordinazione motoria, vertigini, riduzione della frequenza cardiaca e sensazioni di freddo.

Sotto effetto della Salvia Divinorum è possibile incorrere in una serie di rischi correlati ad una alterazione della percezione dell’ambiente circostante (può essere per esempio rischioso stare vicini alle finestre). Mescolare la Salvia Divinorum con altre sostanze ne rende imprevedibili gli effetti.

Un caso di psicosi persistente caratterizzato da ecolalia (ripetizione involontaria di parole o frasi pronunciate da altre persone), paranoia, conflitto di idee ed agitazione psicomotoria è stato descritto in un giovane di 21 anni senza pregressi disturbi mentali che aveva fumato Salvia divinorum.

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