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Nuove strategie comunicative per creare disaffezione verso il fumo di sigaretta PDF Stampa E-mail
Scritto da Chiara Ferretti   
martedý 22 novembre 2011
via al fumoSfida al fumo, eliminare il logo sui pacchetti di sigarette, lasciare solo il 20% dello spazio grafico per le scritte necessarie alla marca e riservare il restante 80% ai messaggi negativi e scoraggianti. Questa è la proposta che arriva dagli esperti riuniti per la VI Conferenza Nazionale sulla BPCO dal titolo: “Quale futuro per i pazienti BPCO”...

La Broncopneumopatia Cronica Ostruttiva (BPCO) è una patologia che colpisce i polmoni e che si caratterizza con un’ostruzione irreversibile delle vie aeree. Si estende progressivamente in presenza di un’infiammazione cronica del tessuto polmonare e provoca una ridotta capacità respiratoria.

Ovviamente uno dei fattori di rischio è il fumo di sigaretta, ma anche il fumo passivo può concorrere all’insorgenza della malattia.

Se si pensa che in Italia, oltre a morire ogni anno 70 mila persone a causa del fumo e che, nonostante i messaggi di avvertimento, 12 milioni di italiani si ostinano a fumare 70 miliardi di sigarette ogni anno, si può tranquillamente affermare che le strategie di dissuasione dal fumo non funzionino come dovrebbero.

Quindi gli esperti avvertono l’esigenza di nuove strategie di comunicazione e quella di non consentire il logo sui pacchetti di sigarette potrebbe essere una di queste.

Stefano Centani, presidente della Società italiana di medicina respiratoria (SIMER) e Ordinario Malattie Respiratorie Università degli Studi di Milano, spiega quanto sia dura la lotta contro le multinazionali del tabacco. Negli  Usa in la proposta infatti non è passata , “ma se si riuscisse potrebbe essere una svolta poiché annullare un marchio commerciale potrebbe determinare disaffezione”, aggiunge Centani auspicando l’impegno dei paesi europei.

Inoltre nei messaggi negativi sarebbe opportuno non soffermarsi troppo sulle patologie. Riferendosi ai giovani, Centani spiega che non serve spaventarli con il rischio di malattie mortali, può invece servire di più richiamare la loro attenzione su altri effetti legati al fumo come il cattivo odore dell’alito e della pelle, denti e capelli che si rovinano, una ridotta potenza sessuale.
Ultimo aggiornamento ( venerdý 25 novembre 2011 )
 
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