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Build The Future continua!

Il tempo scorre e molto spesso non ne siamo consapevoli fino in fondo, per questo parlare di futuro è sempre una sfida: quando inizia davvero?

Con il nostro Progetto “BUILD THE FUTURE” cerchiamo proprio di costruire, insieme alle comunità che ci ospitano, una risposta che sia condivisibile e percorribile da coloro che, più di tutti, hanno interesse a viverlo: i bambini e i giovani.
Parlando con loro abbiamo scoperto che il futuro è un mistero che fa paura, ma racchiude anche un grande potenziale.

Quest’anno siamo stati accolti dall’Istituto Comprensivo Mons. Paoletti di Pievetorina e, con i suoi giovani studenti, abbiamo ragionato, immaginato e sognato un futuro che fosse aderente alla loro quotidianità e alla loro comunità, entrambe colpite dalle conseguenze del terremoto.
Ci siamo confrontati su cosa, del passato, avremmo voluto ripristinare, ri-costruire, e cosa di nuovo sarebbe stato bello portare nei luoghi frequentati dalle generazioni di bambini e ragazzi che li stanno popolando.

Per riuscirci abbiamo dialogato con le loro emozioni, vivendole in prima persona, tentando di riaccendere e alimentare la passione e la fantasia, che l’esperienza del sisma avevano messo in panchina.

Ci siamo chiesti di cosa avessimo bisogno per ripartire ed è emerso che la calma e la collaborazione sono le fondamenta da cui iniziare; ma poi è necessario guardare con coraggio e speranza ad un futuro che sembra ancora occupato da macerie e sfiducia.

Il desiderio di tornare a vivere dei luoghi, anzi di farli rivivere, ci ha condotti alla scoperta di spazi, giardini e passaggi da tempo abbandonati, per poi concentrarci su quelli che davvero avrebbero segnato il ritorno alla vita di comunità.

Così a Visso le reti che circondano i cantieri sono diventate manifesti colorati, che ci ricordano cosa era e cosa vorremmo che fosse; le mura della scuola, che hanno resistito come baluardi alle scosse peggiori, sono diventate tele per colori sgargianti.

A Pievetorina, una scuola nuova e un parco storico, hanno segnato quel continuum tra il passato e il presente delle giovani generazioni che hanno visto cambiare, ma anche fermarsi per un po’, la città che li stava vedendo crescere. Così si è scelto di riparare ciò che era rotto con la vivacità dei colori e di rinnovare il panorama su cui si affacciano le finestre della scuola.

La scuola di Valfornace, seppur provvisoria, si è prestata a diventare un grande foglio bianco sul quale raffigurare paesaggi d’incanto, nati dalla fantasia dei suoi piccoli abitanti; mentre il campo sportivo, si è vestito dei colori dell’alba su cui ballano fiere le ombre dei ragazzi che lì vogliono tornare ad incontrarsi.

Non è stato facile parlare di futuro, né di incontro e condivisione, ma i ragazzi hanno dimostrato di sapere cosa si auspicano per loro, ma soprattutto di avere tutte le intenzioni e la capacità per realizzarlo, chiedendoci in cambio sostegno e fiducia.

A conclusione di questa esperienza ci siamo resi conto di aver co-costruito una nuova narrazione, in cui i protagonisti hanno cooperato trovando compromessi e raggiungendo obiettivi, che giorno per giorno si andavano realizzando.

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